Piano dell'Offerta Formativa (POF)

1. I fondamenti culturali e pedagogici

 

Questa Scuola dell’Infanzia è un’Istituzione Educativa di ispirazione Cristiana, con la propria matrice nei valori proposti e diffusi dal Vangelo.
In essa la centralità della persona costituisce regola primaria e riferimento ineludibile per la prassi educativa, nel convincimento che quest’ultima debba il massimo rispetto all’integrità dell’educando, tenendo conto della singolarità e complessità di ogni persona, della sua articolata identità, delle sue aspirazioni, capacità e fragilità, nelle varie fasi di sviluppo e di formazione.
E’ una scuola che, privilegiando la visione Cristiana, offre risposte e riferimenti precisi agli interrogativi, ai problemi e alla domande di senso sulla realtà, sulla vita, sul valore della storia personale e dell’umanità. Pertanto l’offerta formativa, tratteggiata nelle linee di un progetto condiviso e compartecipato, valorizza tutte le dimensioni proprie dell’uomo, compresa quella religiosa, mirando a promuovere la formazione di uno sviluppo armonico e integrale della persona, all’interno dei principi propri del vangelo rispettando i fondamenti della Costituzione Italiana e della tradizione culturale Europea, nella promozione della conoscenza e nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità individuali, con il coinvolgimento attivo dei bambini e delle loro famiglie .
La scuola dell’ infanzia si presenta come un ambiente protetto capace di promuovere le diversità e di valorizzare le potenzialità di ogni singolo individuo.
Al centro del suo operare pone i valori della vita, dell’accoglienza, della condivisione, della solidarietà, della tolleranza e della pace, a servizio della maturazione dell’identità umana e Cristiana di ogni persona e della sua autonomia, incoraggiando e dando senso all’amore verso il prossimo, riflesso e conseguenza dell’amore verso Dio.
Su questo punto incoraggia la riflessione per far sì che gli alunni scoprano almeno alcuni dei più importanti principi etici che le leggi civili hanno ricavato dai suggerimenti evangelici e abbiano una prima intuizione di quanto più ricco e generoso sia il vivere la carità Cristiana, rispetto al praticare la semplice solidarietà umana, già di per sé più che lodevole.
Attraverso l’individualizzazione e la personalizzazione dell’insegnamento, viene promossa l’acquisizione degli strumenti culturali necessari per organizzare le esperienze, esplorare e ricostruire la realtà e per conferire significato e valore alle azioni e al comportamento.
Alla famiglia, spetta la primaria funzione educativa dello sviluppo affettivo e cognitivo dei bambini: nei confronti di essa la scuola si pone come integrazione della medesima azione educativa volta a valorizzarne le singole risorse in vista di uno sviluppo e una crescita equilibrata. Questo fa crescere una corresponsabilità e costruisce una rete di rapporti e scambi tra famiglie e famiglie e scuola. Tale progetto può definirsi specificatamente educativo se declinato attraverso una effettiva collaborazione e compartecipazione dei genitori al fine di realizzare al meglio scelte comuni, coordinate, coerenti e condivise in ordine ad un preciso stile di vita che trova la sua sintesi tra l’umano e il Cristiano.
Con la famiglia la scuola interagisce in articolate forme di collaborazione (dialogo, confronto, supporto e aiuto), nel rispetto delle specifiche competenze per la piena affermazione del significato e del valore del bambino che è persona. Un siffatto rapporto è funzionale alla più corretta interpretazione della complessità delle esperienze vitali dell’alunno e permette alla scuola di qualificarsi come luogo di sinergia reale verso il quale convergono tutti i soggetti educativi ivi preposti, famiglia, insegnanti, genitori, educatori.

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2. Brevi riferimenti storici

 

All’interno della realtà locale si inserisce la Scuola dell’Infanzia, sorta per iniziativa della Parrocchia di Cavallasca nel 1955 e gestita, dal 1996, dall’Associazione Scuola Materna di Cavallasca (si allegano Statuto ed Atto Costitutivo).
Durante l’anno 2000, la Scuola dell’Infanzia di Cavallasca ha ottenuto il riconoscimento della Parità scolastica.

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3. Caratteristiche strutturali della scuola

 

La Scuola dell’Infanzia di Cavallasca è situata nel piccolo centro del paese in posizione adiacente alla Scuola Primaria. Lo stabile gode di una favorevole posizione ed inoltre è contornato da ampi spazi verdi ed ombreggiati che permettono, nei periodi temperati, attività all’aperto.
La scuola dell’Infanzia di Cavallasca è dislocata su due piani: il piano terra comprende l’entrata, gli spogliatoi, il salone, i bagni, la sala da pranzo e la cucina ; un’ampia scala porta al primo piano composto da tre aule grandi, di cui una con bagno annesso, i bagni e un ufficio, dove si trovano computer, stampante, fotocopiatrice, fax e parte del materiale didattico.
I locali e le attrezzature ottemperano le norme sulla sicurezza dettate dal Dlgs. n.81/2009)
Gli spazi esterni sono attrezzati con giochi collettivi (scivoli, casette ecc. e un’ampia sabbionaia).
Ogni sezione ha a disposizione:
– puzzle, giochi di costruzione e altro materiale strutturato;
– libri e testi per racconti e disegni;
– sussidi audio visivi;
– materiale di facile consumo
– materiale destrutturato.
Lo stabile è concesso in comodato dalla Parrocchia San Michele di Cavallasca, verso la quale l’Associazione si impegna a far fronte alle spese di gestione e manutenzione dello stesso. La Scuola è associata alla FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) della provincia di Como. Tale federazione garantisce una formazione didattica-pedagogica-disciplinare permanente, rilasciando attestati di corsi di aggiornamento e di qualificazione professionale.
La Scuola si sostiene economicamente grazie ai contributi scolastici di frequenza richiesti alle famiglie; a questi si aggiungono, per la copertura dei costi di gestione, un contributo comunale (legato ad una convenzione), un contributo del Ministero dell’Istruzione ed un contributo da parte della regione Lombardia.

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4. Organizzazione generale e Regolamento della Scuola

 

La Scuola è dotata di un Regolamento di Iscrizione e Frequenza, che definisce le regole generali per l’ammissione, la frequenza e la fruizione dei servizi scolastici e che viene consegnato ai genitori all’atto dell’iscrizione.
Il personale della Scuola si compone del corpo docenti costituito da una Coordinatrice, che svolge anche il ruolo di insegnante, e da quattro insegnanti.
La Coordinatrice della Scuola dell’Infanzia, ricopre le seguenti funzioni e competenze:
– cura la tenuta dei seguenti documenti:
– registro delle iscrizioni degli alunni;
– registri delle sezioni;
– fascicoli personali degli alunni (C.M. 339/92)
– registri dei verbali degli organi collegiali;
– convoca e presiede il collegio dei docenti della scuola;
– interviene al Consiglio di Scuola;
– convoca e coordina il consiglio di intersezione;
– coordina le attività di progettazione didattica e le iniziative finalizzate all’ampliamento dell’offerta formativa;
– vigila, coordina e dirige il personale docente e non docente in servizio;
– segnala al dirigente/gestore iniziative di aggiornamento e formazione in servizio per il personale docente e non docente;
– partecipa con gli altri docenti in servizio alle attività di aggiornamento
– anima e incentiva la partecipazione ad attività di coordinamento territoriale
– stimola e favorisce l’innovazione e la ricerca pedagogica;
– promuove e propone formule innovative nell’organizzazione della vita scolastica, allo scopo di rispondere sempre meglio ai bisogni del bambino e alle attese delle famiglie;
– propone iniziative finalizzate all’ampliamento dell’offerta formativa (progetti particolari, educazione ecologica, psicomotricità, ecc.);
– relaziona al dirigente della scuola in ordine alle materie di propria competenza;
– fornisce informazioni agli organismi statali preposti alla vigilanza in relazione alle scelte metodologiche e alle strategie didattiche attivate, sentito il dirigente/gestore della scuola;
– promuove iniziative atte a favorire la partecipazione dei genitori alla vita della scuola;
– offre consulenza ai genitori e agli organismi gestionali della scuola sulla base delle direttive ricevute dal Presidente;
– collabora attivamente con il coordinatore di zona nell’ambito del Coordinamento a rete;
– cura i rapporti con l’équipe medico-psico-pedagogica in presenza di alunni disabili;
– sentito il Presidente, promuove iniziative e si fa carico di risolvere problematiche interne alla scuola, anche attraverso l’acquisto di beni o servizi, urgenti e/o necessari per lo svolgimento delle attività didattiche e gestionali, al fine di rendere migliorativo il servizio offerto alle famiglie.
Dall’a.s. 2009\2010 il Coordinamento pedagogico- disciplinare della scuola è svoltoda Valeria Colascilla Narducci.
Inoltre fanno parte del personale della Scuola una segretaria e due cuoche. La pulizia dei locali è affidata a un’impresa di pulizia.
La Scuola si avvale inoltre della collaborazione esterna di uno psicomotricista, ,di una pedagogista, di una psicologa, di un esperta di musica di un esperto di teatro che seguono un progetto concordato in fase di programmazione.
Altre figure professionali possono essere utilizzate, a seconda delle necessità.
Risorsa importante per la nostra Scuola dell’Infanzia è il volontariato di genitori e simpatizzanti che si adoperano per gli aspetti gestionali ed operativi legati alla struttura, nonché per l’animazione di attività extra-didattiche inserite all’interno del contesto sociale del paese (feste, ricorrenze, gite …).

FORMAZIONE DELLE SEZIONI.
Dall’anno scolastico 2009/10 i bambini sono stati suddivisi in sezioni omogenee per età e pertanto la scuola risulta così strutturata:
la prima sezione (3 anni);
la seconda sezione (4 anni);
la terza sezione (5 anni).
Attività svolte nel contesto delle sezioni omogenee per età con la presenza di esperti sono:
PSICOMOTRICITA’: un giorno alla settimana, il martedì, dalle 9.00 alle 11.45 e dalle 14.00 alle 15.30, uno psicomotricista esterno, Antonio Vergara, svolge tale attività in salone.
L’attività psicomotoria ha come obiettivo lo sviluppo globale del bambino. Attraverso il movimento, il bambino conosce il suo corpo, migliora l’accettazione di sé, impara un linguaggio comunicativo (quello del corpo stesso), aumenta capacità cognitive come l’attenzione e svela tutte le potenzialità in esso contenute; inoltre, entra in relazione con il mondo, lo spazio e gli altri.
PROGETTO MUSICA: un giorno alla settimana, nella seconda parte dell’anno scolastico, per un numero prestabilito di incontri, un’insegnante esterno svolge tale attività in salone. La scuola dell’infanzia può svolgere una essenziale funzione di riequilibrazione, di attivazione e di sensibilizzazione, offrendo ai bambini proposte che consentano loro di conoscere la realtà sonora, di orientarvisi, di esprimersi con i suoni e di stabilire ,per il loro tramite, relazioni con gli altri.
L’intervento didattico si concretizza nelle attività di esplorazione, di produzione e di ascolto.
PROGETTO“RACCONTAFIABE”, attuato in collaborazione con la Biblioteca Comunale. Un pomeriggio al mese, i bambini di ogni sezione accompagnati dall’insegnante di classe, seguendo un calendario prestabilito, si recano in biblioteca, dove Elena Vimercati, legge e drammatizza una storia; in seguito i bambini hanno la possibilità di scegliere un libro da portare a casa e tenere sino alla volta successiva, consentendo loro di condividere l’esperienza della lettura anche con la famiglia.
Il progetto Raccontafiabe ha come finalità fondamentale quella di avvicinare il bambino alla lettura in modo giocoso. Il libro infatti è un’importante veicolo di apprendimento e ha la funzione di suscitare anche nei bambini in età prescolare il piacere della lettura prima ancora del saper leggere.
LABORATORIO DI ESPRESSIVITA’ CORPOREA PER BAMBINI DELLA SCUOLA DELL’INFANZIA: Claudio Milani conduce questo laboratorio nella seconda metà dell’anno. Il progetto ha l’obiettivo di offrire ai bambini la possibilità di sperimentare un luogo ove l’espressività del corpo e della voce possano fare da sfondo a racconti, favole, storie.
A partire dall’anno scolastico 2010/2011 è stata introdotta all’interno della scuola la presenza della figura delloPSICOLOGO, ruolo ricoperto da Valeria Colascilla Narducci. Di supporto all’operato delle insegnanti e in accordo con quanto da loro segnalato,questa figura effettua osservazioni con il fine di collaborare per un miglioramento dell’offerta formativa fatta ai bambini.
Nella scuola sono istituiti i seguenti organi collegiali, che garantiscono la partecipazione democratica al processo di attuazione e sviluppo dell’autonomia nonché all’elaborazione del Piano di Offerta Formativa:
a) Assemblea dei genitori
b) Consiglio di Amministrazione
c) Consigli di classe e di interclasse
d) Consiglio di scuola
e) Collegio docenti
f) Collegio docenti di zona
Il servizio mensa è garantito direttamente dalla Scuola (cfr. art. 13 del Regolamento) ed i pasti sono preparati dalle cuoche dipendenti.
Il Comune di Cavallasca si fa carico di garantire un servizio di trasporto alunni per tutto il territorio comunale.
Il calendario scolastico, allineato con le prescrizioni ministeriali in materia di festività e periodi di sospensione infrannuale, prevede l’apertura della Scuola ai primi di settembre e la chiusura a fine giugno.
In convenzione con l’ASL di Como viene annualmente effettuata la visita ortottica prescritta per i bambini in età pre-scolare.
L’attività settimanale è articolata secondo il seguente schema:

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5. Il progetto educativo

 

Premessa
La Scuola dell’Infanzia di Cavallasca, coerente con la propria identità e con l’ispirazione Cristiana in cui hanno sede le sue radici, intende svolgere, nei confronti degli alunni, un’azione educativa in linea con i principi, ideali e valori proposti, testimoniati e diffusi dal Vangelo.
In questa ottica, adotta e applica le “Indicazioni per il curricolo per le scuole dell’infanzia”, emanate dal Ministero della Pubblica Istruzione in data 4 settembre 2012.
Condizioni di base
L’attuazione piena del progetto educativo potrà avere successo se ci sarà impegno, coinvolgimento e collaborazione tra tutti coloro che, a qualsiasi titolo, sono chiamati ad operare nella e con la Scuola dell’Infanzia alla formazione armonica e alla promozione culturale degli allievi.
In particolare:
I componenti del Consiglio di Amministrazione sono garanti dell’identità e delle finalità educative della scuola, elaborate ed attuate nel progetto educativo, oltre a svolgere gli aspetti amministrativi, che sono apporti indispensabili alla vita ed all’attività della scuola stessa.
Alle insegnanti è chiesto di coniugare l’intenzionalità educativa con l’impegno di vivere con entusiasmo la propria professione, nella tensione di migliorarla sia nella fedeltà all’identità della scuola sia nella competenza formativa e didattica, ai fini della crescita qualitativa anche dell’istituzione scolastica.
I genitori sono invitati a conoscere il progetto educativo, a condividerlo e a cooperare con l’azione educativa della scuola, rafforzandola e confermandone la validità agli occhi dei figli; si confida nella partecipazione agli incontri di carattere formativo e informativo a loro rivolti.
Il personale non docente è chiamato a svolgere i propri compiti con dedizione, nella consapevolezza che la qualità del servizio dipende anche dal senso di corresponsabilità con cui interpretano il loro ruolo, e l’efficacia dell’azione educativa si giova anche dell’esemplarità del loro modo di porsi nella comunità scolastica.

Il ruolo della scuola
Per quanto attiene il piano educativo, la scuola si pone come ambiente preordinato all’apprendimento intenzionale e sistematico, differente, ma integrativo rispetto a quello familiare, poiché è luogo di arricchimento personale, termine di confronto delle esperienze, matrice della progressiva autonomia del bambino.
Ciò permette a questa istituzione di farsi carico di educare, svolgere azione culturale, compensare gli eventuali svantaggi ed, entro certi limiti, anche gli handicap, nonché prevenire situazioni di disadattamento o disagio.
La scuola attribuisce grande importanza alla relazione educativa e ai metodi didattici capaci di attivare pienamente le energie e le potenzialità di ogni bambino.
Nel campo didattico, ogni scuola predispone un itinerario (curricolo) all’ interno del piano dell’offerta formativa, con precisi obiettivi da raggiungere. A partire dal curricolo di istituto i docenti individuano le esperienze di apprendimento più efficaci, le scelte didattiche più significative, le strategie più idonee, i contenuti e metodi appropriati, offrendo una vasta gamma di sollecitazioni educative e caratterizzando con la giusta flessibilità le proposte didattiche rivolte agli allievi.
La scuola predispone gli ambienti scolastici in modo che essi esercitino indirettamente stimoli all’apprendimento e si avvale nello stesso senso anche dell’ambiente esterno e di quanto esiste nel territorio. L’organizzazione degli spazi e dei tempi diventa elemento di qualità pedagogica dell’ambiente educativo.
Consapevole dell’importanza del gioco come prima fonte indispensabile di apprendimento, la scuola ne fa strumento e veicolo di primo livello per favorire acquisizioni di conoscenze e competenze; per l’efficacia che assumono, intende privilegiare le esperienze dirette, per quanto possibile motivate ed effettuate come comunità scolastica, perché abbiano la forza emotiva e didattica dei vissuti.
Gli interventi dell’insegnante sono previsti in forma tale da garantire il perseguimento degli obiettivi, senza imporre percorsi rigidi che smorzino le motivazioni e gli interessi dei bambini o che mortifichino il loro entusiasmo, la curiosità e il desiderio di crescere. Lo stile educativo dei docenti si ispira a criteri di ascolto, accompagnamento, interazione partecipata, con una continua capacità di osservazione del bambino , di accettazione del suo mondo e di incoraggiamento verso un arricchimento degli apprendimenti.

Finalità del processo formativo
La scuola dell’infanzia si rivolge a tutti i bambini e le bambine tra i tre e i sei anni di età ed è la risposta al loro diritto all’educazione e alla cura, in coerenza con i principi di pluralismo culturale ed istituzionale presenti nella Costituzione della Repubblica, nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e nei documenti dell’Unione Europea. Essa si pone la finalità di promuovere nei bambini lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza e li avvia alla cittadinanza. Tali finalità sono perseguite attraverso l’organizzazione di un ambiente di vita, di relazioni, di apprendimento di qualità, garantito dalla professionalità degli operatori e dal dialogo sociale ed educativo con le famiglie e con la comunità.
Consolidare l’identità , vuol dire vivere serenamente tutte le dimensioni del proprio io, essere rassicurati nella molteplicità del proprio fare e sentire, sentirsi sicuri in un ambiente sociale allargato , imparare a conoscersi e ad essere riconosciuti come persona unica e irripetibile, sperimentare diversi ruoli e forme di identità.
Sviluppare l’autonomia, significa avere fiducia in sé e negli altri, provare soddisfazione nel far da sé elaborando progressivamente delle strategie di risposta, saper chiedere aiuto, esprimere sentimenti ed emozioni, partecipare alle decisioni esprimendo opinioni, imparando ad operare scelte e ad assumere atteggiamenti sempre più consapevoli.
Acquisire competenze, tramite il gioco, la manipolazione, la curiosità, le domande che portano a riflettere sull’esperienza attraverso l’esplorazione, l’osservazione e il confronto tra proprietà, quantità, caratteristiche, fatti.
Vivere le prime esperienze di cittadinanza, scoprendo l’altro differente da sé e imparando ad attribuire progressiva importanza agli altri e ai loro bisogni. Rendersi conto della necessità di stabilire regole condivise ponendo le basi per un comportamento eticamente orientato, rispettoso degli altri, dell’ambiente e della natura

I campi di esperienza e i traguardi per lo sviluppo della competenza
Ogni campo di esperienza offre un insieme di oggetti, situazioni, immagini e linguaggi riferiti ai sistemi simbolici della nostra cultura, capaci di evocare, stimolare, accompagnare apprendimenti progressivamente più sicuri.
Nella scuola dell’infanzia i traguardi per lo sviluppo della competenza suggeriscono all’insegnante orientamenti, attenzioni e responsabilità nel creare piste di lavoro per organizzare attività ed esperienze volte a promuovere la competenza, che a questa età va intesa in modo globale ed unitario

Il sé e l’altro
Il bambino gioca e si relaziona in modo costruttivo e creativo con gli altri, sviluppa un senso di identità personale arricchito dai propri sentimenti e dal riconoscimento delle proprie esigenze, sa di avere una storia familiare e conosce le tradizioni della famiglia e della comunità in cui vive, riflette e si confronta con bambini ed adulti, pone domande su temi esistenziali, religiosi, riconosce i segni della sua cultura, si muove con sempre maggiore sicurezza negli spazi che gli sono familiari modulando il rapporto con l’altro tramite regole condivise.

Il corpo e il movimento
Il bambino utilizza il corpo come primo fattore di apprendimento, percepisce il suo potenziale comunicativo, riconosce i segnali e i ritmi del proprio corpo, le differenze, adotta pratiche di cura di sé, prova piacere nel movimento e lo sperimenta, interagisce con gli altri nei giochi di movimento, riconosce il proprio corpo e lo sa rappresentare fermo e in movimento.

Immagini, suoni, colori
Il bambino comunica, esprime emozioni, racconta utilizzando diversi linguaggi, inventa storie e sa esprimerle attraverso diverse forme di arte utilizzando materiali tecniche e strumenti differenti, sviluppa interesse e curiosità per la fruizione di materiale musicale e di opere d’arte, scopre il paesaggio sonoro sperimentandosi, esplora i primi alfabeti musicali per poi riprodurli, esplora le potenzialità offerte dalle tecnologie.

I discorsi e le parole
Il bambino usa la lingua italiana arricchendo il proprio lessico, sa esprimere e comunicare, tramite il linguaggio verbale, emozioni sentimenti ed argomentazioni, sperimenta giochi di linguaggio, ascolta e comprende narrazioni e a sua volta inventa e racconta storie, scopre la presenza di lingue diverse, si avvicina progressivamente alla lingua scritta facendo uso anche di tecnologie digitali e nuovi media.

La conoscenza del mondo
Il bambino raggruppa ed ordina oggetti e materiali secondo criteri diversi , ne identifica alcune proprietà, confronta e valuta quantità; utilizza simboli per registrarle, esegue misurazioni utilizzando strumenti alla sua portata. Sa collocare le azioni quotidiane nel tempo, riferisce eventi relativi ad un recente passato e sa dire cosa potrà succedere in un futuro prossimo, osserva il suo corpo, gli organismi e i fenomeni naturali accorgendosi dei loro cambiamenti, si interessa a macchine e strumenti tecnologici e al loro funzionamento, ha familiarità con strategie del contare e dell’operare con i numeri, con le misurazioni, sviluppa capacità spaziali
Ogni campo di esperienza offre specifiche opportunità di apprendimento, ma contribuisce allo stesso tempo a realizzare i compiti di sviluppo pensati unitariamente per i bambini da tre a sei anni, in termini di identità (costruzione di sé, autostima, fiducia nei propri mezzi), di autonomia (rapporto sempre più consapevole con gli altri), di competenza ( come elaborazione di conoscenze, abilità, atteggiamenti), di cittadinanza (come attenzione alle dimensioni etiche e sociali).
Al termine del percorso triennale della scuola dell’infanzia, è ragionevole attendersi che ogni bambino abbia sviluppato alcune competenze di base che strutturano la sua crescita personale.

L’insegnamento della religione cattolica (IRC)
L’educazione cristiana rappresenta la finalità generale che la scuola di ispirazione cristiana – pur conservando assolutamente il suo carattere di scuola – deve raggiungere; essa fa riferimento alla dimensione generale della proposta educativa offerta dalla scuola, che si riferisce al modo con cui ogni contenuto educativo viene presentato ed al taglio particolare, che si dà a ciò che si insegna e a come si insegna.
L’insegnamento della religione rappresenta un aspetto ed un mezzo specifico, che si colloca all’interno di una proposta educativa più ampia; sono tre le motivazioni che giustificano la presenza dell’IRC:
– il valore che ha in sé la cultura religiosa;
– il fatto che la religione cattolica è parte essenziale della cultura del popolo italiano;
– il particolare tipo di Progetto Educativo, che, in quanto si ispira al Vangelo, esige intrinsecamente un insegnamento specifico della religione, che si rifà a Gesù Cristo.
Le prime due motivazioni, espressamente richiamate nell’Accordo di Revisione del Concordato tra la S. Sede e lo Stato italiano, valgono per ogni tipo di scuola; la terza vale in modo specifico per la scuola cattolica.
Pertanto, alla realizzazione di una proposta formativa, che si fonda su un Progetto educativo ispirato ai valori cristiani, contribuiscono:
– ogni attività educativa e didattica, in quanto ogni aspetto della vita scolastica è proposto nella prospettiva della filosofia cristiana della vita, della persona e dell’educazione;
– uno specifico e originale IRC, inteso come contenuto culturale, che si inserisce armonicamente nel quadro degli altri contenuti culturali ed educativi della scuola;
– specifici momenti celebrativi e formativo- spirituali.
Per quanto riguarda l’IRC, tre sono gli obiettivi specifici di apprendimento, che verranno poi concretizzati, a partire dagli obiettivi formativi, in unità di Apprendimento:
– osservare il mondo, che viene riconosciuto dai cristiani e da tanti uomini religiosi dono di Dio Creatore;
– scoprire la persona di Gesù di Nazaret, come viene presentata dai Vangeli e come viene celebrata nelle feste cristiane;
– individuare i luoghi dell’incontro della comunità cristiana e le espressioni del comandamento evangelico dell’amore, testimoniato dalla Chiesa.
L’IRC è inscindibilmente legato al Progetto educativo, che caratterizza e contraddistingue ogni scuola cattolica, pertanto è doveroso e legittimo chiedere che tutti gli alunni, anche quelli appartenenti ad altre culture e religioni, se ne avvalgano e siano disponibili a confrontarsi con una riflessione culturale sul dato religioso, quale è l’IRC, salvo eccezioni legate a situazioni particolari, previste nel sussidio pastorale “I.R.C. e Scuola cattolica” del Consiglio nazionale della Scuola cattolica.

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6. La programmazione dell’azione educativa e la progettazione dell’attività didattica

 

Per progettazione si intende l’ideazione di un piano di lavoro nel quale siano specificati i bisogni che si intendono soddisfare, gli intenti educativi che si vogliono perseguire, i mezzi di cui ci si vuole avvalere per realizzarlo (attività, risorse, strategie…) i tempi di realizzazione, le modalità di verifica e di valutazione.
La nostra progettazione prevede:
– analisi della situazione scolastica
– organizzazione dell’attività scolastica
– itinerario metodologico – didattico
– tempi e modi delle verifiche
– organizzazione dello spazio come ambiente di apprendimento, per rispondere alle esigenze formative dei bambini
Parlare di strutturazione ed organizzazione degli spazi alla scuola dell’infanzia , non significa riferirsi esclusivamente alla distribuzione fisica o alla semplice collocazione dei materiali e degli arredi, ma anche occuparsi del contesto comunicativo, relazionale e cognitivo che, attraverso la loro organizzazione materiale, si viene ad instaurare. L’ambiente in cui i bambini vivranno dovrà avere delle caratteristiche precise di un luogo funzionale al loro sviluppo ma anche protettivo, ben curato e accogliente; deve rappresentare una sorgente di stimoli permanente e allo stesso tempo una spazio affine all’immagine di quello familiare dove possono nascere affetti stabili e rassicuranti.
Nella scuola dell’infanzia la strutturazione degli spazi prevede la proposta di un contesto educativo fortemente connotato nelle sue funzioni e all’interno del quale la disposizione degli arredi, dei giochi e dei materiali suggerisce al bambino il loro valore d’uso consentendogli parallelamente l’opportunità di organizzarsi in attività autonome o di piccolo gruppo.
Lo spazio è inteso non solo come luogo fisico ma anche come luogo psicologico e rappresenta la dimensione di come il bambino si pone, vive e agisce in quell’ambiente.

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7. La ricerca della continuità

 

Continuità verticale
La continuità è condizione essenziale per assicurare a bambini un percorso formativo unitario, pur nel rispetto della specificità degli insegnamenti di ogni ordine e grado di scuola.
La continuità verticale viene ricercata nei confronti della Scuola Primaria di Cavallasca
QUADRO PEDAGOGICO
– unità della persona umana
inesaustività della conoscenza
inarrestabilità dell’ educazione
QUADRO ORGANIZZATIVO
scuola dell’infanzia stesura di un profilo
scuola dell’infanzia momenti condivisi di formazione e scambio d’informazioni ed esperienze
scuola primaria informazioni sui bambini e sui percorsi

Continuità orizzontale
La continuità orizzontale viene ricercata nei confronti delle famiglie, della realtà civile e sociale del paese, per ancorare l’esperienza vissuta alla Scuola dell’Infanzia alla realtà che circonda il bambino, facendo sì che i medesimi punti di forza educativi vengano vissuti e proposti con continuità nei diversi ambiti di vita.

Continuità orizzontale con la famiglia.
Per rispondere all’impegno educativo, per contribuire all’accompagnamento della formazione armonica e globale del bambino, per porsi accanto alla famiglia in atteggiamento di aiuto integrativo e di collaborazione, la scuola organizza durante l’anno scolastico:
– riunioni d’inizio anno scolastico
– assemblee di sezione
– colloqui individuali con i genitori
– consigli d’Intersezione con i rappresentanti di classe
– incontri con esperti su tematiche relative all’area pedagogica, psicologica, educativa, religiosa.

Continuità orizzontale con l’extra-scuola:
– momenti di festa nel paese in occasione di ricorrenze (Inizio anno, Natale, ecc.);
– incontro tra bambini e terza età;
– uscite mirate sul territorio, per conoscere insieme le realtà esterne

 

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8. Il Fascicolo personale del bambino

 

Nella Scuola dell’Infanzia, l’osservazione occasionale e sistematica dei bambini e la documentazione della loro attività consentono di cogliere e valutare le loro esigenze, di riequilibrare le proposte educative, in base alla qualità ed alla quantità delle loro risposte e di condividerle con le loro famiglie.
In tale ottica, la Scuola dell’Infanzia accompagna ciascun bambino con un apposito fascicolo personale, che comprende:
– dati anagrafici del bambino;
– un questionario d’ingresso, compilato dai genitori in sede d’iscrizione;
– griglie osservative, compilate dalle insegnanti durante l’anno scolastico;
– una descrizione essenziale dei progressi educativi raggiunti.

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9. Formazione ed aggiornamento del personale docente e non docente in servizio

 

La formazione risponde alle esigenze professionali degli insegnanti e contribuisce alla costruzione dell’identità culturale della scuola.
Attività di aggiornamento
Supervisione pedagogica
Per sempre meglio trasporre gli obiettivi di sviluppo nella pratica educativa quotidiana, durante l’a.s. 2012/13 le docenti svolgeranno attività di supervisione pedagogica con la dott.ssa Rosanna Abbatinali, pedagogista.
Tale attività di aggiornamento vuole divenire luogo di valorizzazione delle diverse esperienze di lavoro e momento per il confronto
Queste le finalità:
– stimolare all’osservazione al fine di generare conoscenza dalle esperienze;
– incoraggiare al dialogo per poter trarre spunti di riflessione o di lavoro;
– abituare a provare fiducia e piacere nel confronto dei diversi pensieri;
– stimolare il ruolo dell’insegnante volto a divenire regista attivo delle attività
– alimentare la possibilità di lavorare insieme, di pensare con tante teste alle diverse situazioni ed essere guidati nella riflessione da esterni alla quotidianità lavorativa.
In tal modo, la formazione può trasformarsi in autoformazione permanente attraverso le continue sperimentazioni.
Una sintesi del progetto educativo è stata approntata fin dal 1993 e viene distribuita a tutte le famiglie all’atto dell’iscrizione, nella forma di opuscolo intitolato “Il bambino e la sua scuola” [Carta dei servizi della scuola dell’infanzia]; copia di tale documento si allega al presente.
Il personale docente, inoltre, frequenta corsi di aggiornamento proposti dalla FISM territoriale; su richiesta delle insegnanti viene autorizzata la partecipazione ad ulteriori corsi, organizzati da altri enti formativi.
Durante l’anno scolastico 2012\13 le insegnanti frequenteranno il corso di aggiornamento:.
Aggiornamento e formazione I.R.C.
– Corso di aggiornamento: Provare per crescere tenuto dai docenti: Marina GESMUNDO, Paola COGHI e Beatrice TRENTANOVE
– Il personale docente e non docente mantiene l’aggiornamento in modo specifico in materia di sicurezza e prassi igienica.
– Il personale si aggiorna annualmente a riguardo delle normative sulla sicurezza e tutela della privacy.

Il Presidente
Luca Maria Livio

La Coordinatrice
Valeria Colascilla Narducci

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